Sconcerto sudtirolese
aprile 14, 2010 at 2:47 pm 2 commenti
Mi e’ venuto un brivido alla schiena oggi, quando, passando sul ponte della ferrovia Bolzano-Merano, ho visto passare sotto un treno uguale a quello coinvolto nell’incidente di lunedi scorso.
Mi ha fatto effetto vederlo passare con quel tetto tutto colorato, con gli stessi colori del marchio qualita’ Südtirol, creato ed ideato a caro prezzo per esportare l’immagine dell’Alto Adige in tutto il mondo e forse anche oltre.
Su altri siti in rete si legge di ipocriti inviti a non polemizzare, a non montare la vicenda ed addirittura a non parlarne.
Ma perche’ cotanta improvvisa sensibilita’, che invece in altre tragedie ha spesso latitato?
La certezza delle cause del disastro se la avra’, si spera, dai magistrati che stanno indagando e dai tecnici preposti a fare chiarezza.
C’e’ invece un’altra certezza che da subito e’ sotto gli occhi di tutti, e che credo piu’ di uno fara’ fatica a digerire: e’ crollato il mito della perfetta bellezza e della perfetta efficienza in Alto Adige.
Proprio li’, unico posto al mondo dove esistono ancora le coccinelle che si scaldano al sole sul dorso di una buona mela, e’ accaduta una tragedia che ha fatto il giro del mondo.
Terribili disgrazie per le famiglie distrutte.
Eppure c’e’ qualcuno che pensa che questa disgrazia sia una tragedia per l’immagine perfetta del Südtirol, specialmente perche’ in questo caso nessuno, ma proprio nessuno, puo’ prendersela con Berlusconi e nemmeno con gli italiani.
Quindi e’ meglio tacere.
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1.
Mario Crosta | aprile 14, 2010 alle 4:25 pm
Ho postato papale papale questo tuo invito alla discussione anche da superciuk, per dargli quella maggior visibilita’ che secondo il mio modesto parere merita. Spero che tu sia d’accordo, senno’ chiedigli pure di cancellarla. In bocca al lupo!
2.
superciuk2008 | aprile 14, 2010 alle 10:01 pm
Riporto dal sito di sentieriinterrotti: “Non capisco perché prendersela tanto con la political correctness, come se fosse il pensiero dominante, quando è invece praticata da pochi panda (a proprio discapito, tra l’altro).
Degrado ambientale, dissesto idrogeologico e sociale della Val Venosta non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelli di altre aree, rendendo il paragone improponibile. Fermo restando che tacere su cose di cui non si sa abbastanza – come il sottoscritto di ingegneria ferroviaria – è sempre cosa buona e giusta.”.
Il dissesto idrogeologico, se la vita umana è il valore massimo, è quindi in Alto Adige non basso, visti gli altri incidenti ferroviari e come sono avvenuti (cfr. http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_12/scheda-incidenti-ferroviari-storici_1721e066-4627-11df-9de6-00144f02aabe.shtml). Non capisco come mai ora si scoprono tutti molto poco adeguati a parlare di rocce e costoni, ma sono tutti enciclopedici quando succede qualcosa a sud di salorno e possibilmente sotto governi di un certo colore.